domenica, 18 maggio 2008, ore 17:07


Povera la mia sorellina romanista.
Povera me che son stata svegliata dalle gentili imprecazioni di mia sorella al primo goal dello "svedese zincaro".
Povera anche mia mamma che è stata svegliata dall'urlo di mio padre al primo goal (annullato) del Catania, e poi dall'urlo per il secondo (questa volta valido), sempre del Catania.
No, mio padre non è del Catania (si tifa Napoli da generazioni, in casa nostra), è che non ha mezze misure... e gli faceva piacere veder salva la squadra di Zenga.
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domenica, 18 maggio 2008, ore 11:00


Dopo cinque giorni di dura ricerca...

HO RITROVATO IL CELLULARE!!!

Era finito in una vecchia borsa... non chiedetemi come!
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venerdì, 16 maggio 2008, ore 21:35


Noi figli non abbiamo il diritto di essere stanchi.
Si, perché tre giorni che ci si alza alle 7.10, si vive lo stress di un'operazione, si studiano 160 pagine di un maledettissimo noiosissimo libro, e 50 pagine di un libro ancor più maledetto e noioso, si passano le serate a lavar piatti, i pomeriggi a mettere in ordine casa, un'intera mattinata in macchina...
Ma non si ha il diritto di essere stanchi.
No.
Perché?!
Probabilmente perché non collaboriamo all'ammontare del PIL.
Vabbè.

Dimenticavo: si parla di noi, figli disoccupati.
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venerdì, 16 maggio 2008, ore 17:21


Mi dà fastidio questa pioggia.
Il rumore mi penetra nel cervello e non mi lascia libera di pensare.
La luce in camera mia è carica di tristezza e malinconia.
Ho voglia di sole.
Ho voglia di salsedine.
Vorrei sedermi sulla sabbia bagnata, con un libro in mano e leggere.
Vorrei sdraiarmi al sole.
Mi dà fastidio questa pioggia.
Il rumore mi penetra nel cervello e non mi lascia libera di pensare.
E studio questo libro con la speranza di arrivare presto alla fine.
Cercando di divorarmi cento pagine in cento minuti, ma anche novanta. E riassumerle anche, nello stesso tempo. Non accadrà, ma ci spero.
Domani montagna.
Chatillon.
Passeggerò mentre i miei genitori staranno all'Ancien National.
Quel posto è bello. Ma la montagna non mi appartiene. Io e lei siamo diverse. Ci osserviamo, ci scrutiamo, conviviamo, ma senza contaminarci. Preferiamo rimanere distaccate.
E poi ci son le tegole.
Che tempo farà a Chatillon, domani?

E poi sono stanca.
Io non ci riesco più.
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mercoledì, 14 maggio 2008, ore 21:59


Ah, dimenticavo...

Vi faccio una domanda, io so già la risposta, però vorrei sapere le vostre...

In cosa consiste l'economia sociale di mercato?

Le risposte migliori verranno premiate!
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mercoledì, 14 maggio 2008, ore 21:57


Che poi dovrò dire a mio padre che, molto probabilmente, sarò al congresso nazionale di Rifondazione Comunista.

Speriamo non svenga.
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mercoledì, 14 maggio 2008, ore 14:57


Sto scrivendo un post, sdraiata sul divano... col cellulare... Che roba...
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lunedì, 12 maggio 2008, ore 19:45


Che poi...
Venti giorni son proprio tanti...
Ed è difficile riprendersi, dopo.

Però forse è meglio riprendersi con qualcosa di interessante...
Allora, domani seconda lezione del secondo ciclo della Scuola dell'Acqua @ Caffè Basaglia.

Ecco il programma completo, compresa la prima lezione tenutasi la scorsa settimana:

Data Tema Relatore/trice
6 maggio SMAT: da SpA a Azienda pubblica. Idee, proposte, indicazioni politico-amministrative Dr.Dorino Piras, Assessore alle risorse idriche, Provincia di Torino
13 maggio Unione Europea: La privatizzazione dei servizi pubblici nel Trattato di Lisbona, Direttiva Bolkestein , libro bianco dell’Unione Europea sui servizi di interesse generale Prof. Alessandra Algostino, docente di diritto costituzionale europeo – Università di Torino
27 maggio SMAT: da SpA a Azienda Pubblica: gli aspetti economico-finanziari

Dr. Gianguido Passoni

Assessore al Bilancio, Comune di Torino

10 giugno Dal diritto privato del mercato al diritto pubblico del servizio di interesse  generale: gli esempi in Piemonte

Consorzio Acquedotto del Monferrato + Valle Maira + Bruzolo + Lusigliè + altri

In attesa di conferme



Scuola dell'Acqua @ Caffè Basaglia
Via Mantova 34
Torino


ATTAC Italia

ATTAC Torino

Poi, ieri Fiera del Libro...
Arrivati che i biglietti per Paco Ignacio Taibo II erano già tristemente esauriti da un paio di vite.
Ci consoliamo camminando di qua e camminando di là.
Io, Andrea e Federica (la mia piccolina)... sfogliamo libri, annusiamo carta, acchiappiamo volantini, schifiamo Santoro attorniato da una miriade di persone [che io dico, accalcarsi per Santoro... e chi mai sarà?!]
Incrociamo don Ciotti che ha l'auto b-lu.
Becchiamo il direttore del Sole24Ore.
Compriamo libri. Ovviamente.
Io passo 46 volte da e/o prima di andare a salutare Carlotto.
Diventando rossa mentre mi presento.
Sbirciando Camardi senza dirgli:"Io so chi sei!"
Compriamo libri, ho detto.
Già.
La trilogia di Montale, di Jean-Claude Izzo... che, scopro, ho ragione io quando pronuncio il cognome all'italiana... perché tipo il padre (o forse il nonno?) era di Salerno, quindi non è francese il cognome... Ma poi uno può pronunciarlo come vuole, che lui purtroppo non può dirci una preferenza... ora come ora.
Mia sorella compra un librone della DeAgostini dal titolo:"Voglio fare la scrittrice", di Paola Zannoner... che leggerò anche io... perché la copertina è proprio bella e... morbidosa!!
Si compra anche un altro libro di Valentina, di Angelo Petrosino... Sono felice che sia così appassionata a Petrosino!!
Andrea mi regala "Il Profumo", regaliamo "Ritorno a Baraule" di Niffoi a mia mamma, e lui si compra... oddio, ora non ricordo... Sicuramente un libro di Izzo [pure lui! Perché visto che ormai Carlotto ce l'abbiamo tutto, passiamo ad Izzo...], anche un libro di Tolstoj, oserei dire...  ed un libro alla Feltrinelli, mi sa... ma non ricordo proprio quale!!
E quest'anno la borsa di tela del GeMS tocca a me!!
E poi... Carlotto... Cristiani di Allah... Camardi, Palmas... la voce della Laquidara... l'estasi mentre canto in veneziano...
E adesso?!
Adesso cerco di vincere una copia di un libro... ma non vi dico di più!!
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domenica, 11 maggio 2008, ore 11:22


p.s. oggi CARLOTTO!!! Come un anno fa!
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domenica, 11 maggio 2008, ore 11:22


Allora.
Un professore che ti lascia usare la calcolatrice, l'altra che non insegna il lessico e l'altra ancora che non fa usare il dizionario.
Io ammazzerei tutta la categoria.
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sabato, 10 maggio 2008, ore 15:39


"Ricorre in queste pagine l'aggettivo: rivoluzionario.
[...]
Oggi questo attribuito è vago e subordinato a quello di terrorista. Oggi siamo nell'epoca di chi chiama terrorista pure una banda di tifosi che si scontra con la polizia. Delirio, o farsa, è che lo fa un magistrato.
[...]
In Italia c'è stato il terrorismo. Ed è stato di Stato. E' stato di Stato: uno stato al quadrato. Alimentato da apparati interni alle pubbliche istituizioni, con esplosivo scoppiato su treni, in piazze, dentro banche: è rimasto impunito. Consiglio perciò questa facile distinzione: considerate terroristi gli impuniti di stragi. La loro impunità garantisce l'aggettivo."

[da:"Radio Aut", ed. Alegre - "Prefazione" di Erri De Luca, pg. 7]

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venerdì, 09 maggio 2008, ore 11:31


... trent'anni...
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mercoledì, 07 maggio 2008, ore 14:34


Cosa c'è di così difficile da capire nella frase:"Vai a mangiare che ti si freddano gli spaghetti!!" ?!?!
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martedì, 06 maggio 2008, ore 10:20


Caro Renzo Guolo,
Le scrivo perché sono frustrata. Sì, sto studiando un suo libro:"L'Islam è compatibile con la democrazia?", edito da Laterza. Io capisco che probabilmente non è suo compito controllare la carta su cui Laterza stampa, però Le sarei infinatemente grata se, per il prossimo libro, decidesse di non far stampare più su una lasagna.
Ha presente la pubblicità della signora che parla della lasagna e dice:"Una sfoglia così ruvida, porosa..."
Ecco, la carta su cui mi tocca studiare è proprio così... ruvida e porosa, tanto che il tratto in matita viene fastidiosamente assorbito e sbava tutto...
Sono frustrata, professor Guolo... davvero distrutta.
Meno male che il libro è interessante e che Lei scrive bene. Ma la prego, parli con Laterza.

Distinti saluti,
Francesca Z. - studentessa dell'Università di Torino
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studio matto e disperatissimo, spiegazioninonrichieste, schizofrenikkk





lunedì, 05 maggio 2008, ore 13:16


Oggi non è giornata.
L'allergia mi ha uccisa.
Odio la primavera.
Dov'è l'estate?!
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venerdì, 02 maggio 2008, ore 15:50


Credo che pochi dei miei lettori conoscano Susan George.
Io l'ho conosciuta in occasione dell'università di ATTAC.
Vi linko [QUA] un'intervista fattale proprio in quei giorni.

Buona lettura.
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venerdì, 02 maggio 2008, ore 10:21


Sono seduta qua, alla scrivania.
Mi piace questo posto, ho sempre voluto una scrivania sotto la finestra. Fa molto "Sex & the city", ma io non sono Carrie.
Ho anche sempre desiderato un portatile, anche quello fa molto "Sex & the city".
Sono seduta qua, ancora in pigiama, con una tazza di caffè in mano, italiano, non americano (e questo non fa molto "Sex & the city"). E' il secondo caffè che prendo, stamattina.
Ho sulle gambe il quotidiano di ieri, oggi non escono, anche i giornalisti ieri hanno fatto la braciolata con gli amici, e la passeggiata su per Campo Jemini, o simil loco.
Ho leggiucchiato qualcosa, poi mi sono persa a guardare fuori dalla finestra. C'è la tenda, e tutto è confuso, però alla fine il paesaggio lo conosco. E' sempre quello da un anno.
Beh, quasi un anno.
E' passato un anno, un anno e quattro giorni.
Lo testimonia questo anellino speciale che ho al dito.
I letti sono disfatti, ma oggi è così.
Oggi sono lenta, sono diesel...
Ma alla fine, lenta lo sono sempre stata.
Non è passato un anno, ne sono passati due...
Due anni e più di un mese da quella sera di marzo.
Passeggiavo da sola, cuffiette dell'mp3 nelle orecchie, suonava la Banda Bassotti, nel mio orecchio. Avevo appena scaricato tutta la discografia, non ho mai capito perché... non mi sono mai piaciuti molto.
Era quasi buio, ed io passeggiavo per andare non so nemmeno dove.
In quel momento il mio sguardo cade su un gruppo di ragazzi. Mi fermo, mi appoggio al muretto e mi incanto a guardarli.
Sette, otto ragazzi e ragazze, che ridono vicino a quel parco giochi.
E mi sento lontana da tutto. Sola.
Poi lo sguardo cade su un ragazzo. I capelli lunghi raccolti in una coda, sta fumando e chiacchierando con una ragazza. Io non so perché mi incanto proprio su di lui. Però me ne innamoro, così, in un maledetto istante. Non so chi sia, di dove sia, quale sia il suo nome. Ma il cuore si ferma e me ne innamoro.
Lo osservo parlare con quella ragazza, afferro l'mp3 e, di istinto cambio canzone... ho bisogno di segnare questo momento, dovrò ricordarlo in seguito.
"Lentamente tra una pagina e l'altra di un libro qualunque
ingannavo l'attesa già settembre poche voci distanti e
un autunno distratto al di là dei vetri"

Non è autunno, ma la malinconia è la stessa.
Osservo la scena, col cuore che batte forte. Lo osservo e mi chiedo perché proprio stasera ho dovuto incontrarlo.
"quasi speravo che non arrivassi più
quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando"

Lo stavo aspettando da una vita.
Da una vita aspettavo di sentire quella sensazione.
Ma perché proprio ora? E perché lui?
Non sapevo chi fosse, di dove fosse, ed era lontano anni luce da me.
Sentivo una rabbia bruciante nel petto.
"Distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza
cercando pretesti e rimedi inutili "

E continuavo a guardare lui, quella ragazza, e di nuovo lui. Con le gote rosse di imbarazzo, o forse di rabbia, o magari di gelosia. Osservavo il loro feeling, il loro toccarsi mentre si parlavano. E mi sentivo come una ladra, che rubava i momenti preziosi della gente.
Tornai a casa, con il suo viso nella mente, le lacrime agli occhi, la sensazione di essere stupida, o forse matta.
"Freddamente valutavo i miei limiti
i gesti avventati le frequenti rinunce
era tardi mi bruciavano gli occhi fissavo il soffitto
il mio letto disfatto"

Mi misi a letto con un freddo incredibile nelle ossa.
Cercai di addormentarmi, di razionalizzare, di calmare quell'ansia. Era come aver trovato una parte di me, ma non poterla avere. Quella parte mancante. Che cercavo da tempo.
Non so descrivere cosa sia successo nei mesi successivi a quell'incontro. Non lo so.
So solo che, circa un anno dopo, ci siamo ritrovati seduti su un gradino, a parlare.
E non abbiamo più smesso.

Quattordici Luglio
(Carmen Consoli)
Guardavo le sue mani che stuzzicavano insolenti una rosa finta
ed era così dolce il modo in cui
nascondeva l'imbarazzo
mentre parlava e sorrideva ironicamente
delle proprie sventure teneva gli occhi bassi

Guardavo le sue mani che si intrecciavano
tra i ricami di una tovaglia
riuscivo a stento a trattenere la voglia
di afferrarle di aggredire il suo dolore

misto all'incenso il sapore di un pasto frugale
i ricordi storditi dal tempo
pur essendo simile a tante e tante altre persone
era speciale...speciale

Guardavo le sue mani che enfatizzavano
opinioni con eleganza
tra le improvvise somiglianze
simbiotiche intuizioni l'amichevole trasporto

misto all'incenso il sapore di un pasto frugale
i ricordi sbiaditi dal tempo
pur essendo simile a tante e tante altre persone
era speciale...(speciale)

mi lasciavo sedurre dalle sue manie
mi lasciavo sedurre dalle sue manie
(mi lasciavo sedurre dalle sue manie)
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giovedì, 01 maggio 2008, ore 21:06


Sappiatelo, ve lo ripeterò fino alla nausea...

Se amici, parenti o voi stessi non sanno a chi dare il 5 x 1000... ecco, allora donatelo ad ATTAC.

Perché?! Ecco qualche buon motivo!!

Attac Italia è un "movimento di autoeducazione orientata all’azione" e concentra la propria attività sull’analisi, la comprensione e la critica del modello economico neoliberista e del cosiddetto "pensiero unico del mercato", al fine di promuovere, a livello globale come a livello locale, una nuova cultura dei diritti dei cittadini fondata sulla consapevolezza e sulla partecipazione.

Attac Italia è stata fra i promotori della mobilitazione contro il G8 di Genova, del primo Forum Sociale Europeo di Firenze, e di tutte le più importanti mobilitazioni del movimento altermondialista contro la guerra e le politiche liberiste.

Attac Italia ha promosso la Tobin Tax, una tassa contro le speculazioni valutarie e per il controllo dei movimenti dei capitali finanziari, depositando una legge d’iniziativa popolare che ha raccolto 178.000 firme.

Attac Italia è stata fra i promotori della campagna italiana ed europea contro la direttiva Bolkestein della costruzione di una rete europea per la difesa dei servizi pubblici, e delle mobilitazioni per un’Europa sociale e dei diritti.

Attac Italia è stata fra i promotori nel 2006 del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e della proposta di legge d’iniziativa popolare per l’acqua come bene comune e per una gestione pubblica e partecipativa dei servizi idrici, che ha raccolto 406.626 firme.

Attac Italia ha prodotto con altri, nel biennio 2006 -2007, una ricerca/inchiesta relativa agli effetti delle privatizzazioni dei servizi pubblici sul mondo del lavoro e sulla partecipazione democratica, culminata nella pubblicazione “15 anni dopo: pubblico è meglio”.

Attac Italia è da diversi anni impegnata, attraverso seminari, convegni, pubblicazioni, iniziative territoriali di sensibilizzazione e di mobilitazione, in una campagna per una nuova idea di economia pubblica e partecipativa.

Attac Italia promuove una Università Popolare, giunta ormai alla sua ottava edizione.

Attac Italia è un’associazione totalmente autofinanziata che basa la propria attività unicamente sull’impegno e la passione di tante donne e uomini che ne costruiscono collettivamente l’azione nei territori e a livello nazionale.

Attac Italia non fa sconti al neoliberismo...nemmeno del 5 per mille!

Con un piccolo gesto gratuito puoi contribuire a sostenere le iniziative di Attac Italia : nella tua Dichiarazione dei redditi scegli di destinare il tuo 5 per mille alla nostra Associazione.

Come fare?
a) apponi la tua firma nel riquadro “Sostegno del volontariato delle associazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c.1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997”;

b) riporta il codice fiscale di Attac Italia 91223590372 nello spazio “codice fiscale del beneficiario”
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attac





giovedì, 01 maggio 2008, ore 20:51


Cosa strana.
Per la prima volta nella mia vita mi sono ritrovata a preparare una grigliata tra amici. Io, il mio ragazzo e due amici siamo andati a comprare tutto l'occorrente, ieri... oggi ci siamo ritrovati alla terra di Agnellone e ci siamo messi a cuocere salsiccia, con gli splendidi bignet freschi freschi... tanto tanto sole... tanto verde e tanta terra... lunghe passeggiate alla ricerca di erbette curiose... e ora tanta stanchezza.

Buon Primo Maggio, compagn*, amiche, amici, lettrici, lettori...
Buon Primo Maggio.
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augurando





mercoledì, 30 aprile 2008, ore 14:16


Non so chi di voi sia a conoscenza del fatto che le acque in bottiglia sono nate come acque curative, venivano vendute solo in farmacia e finalizzate ad un uso limitato nel tempo.
E' per questa ragione che i limiti di alcune sostanze sono molto più elevate nelle acque imbottigliate che nella salutare acqua dell'acquedotto, sottoposta a controlli periodici ed accurati, e non essendo imbottigliata non causa danni all'ambiente ricoprendolo di plastica.
Non ci sono ragioni valide per non bere l'acqua del rubinetto, o preferire l'acqua in bottiglia a quella dell'acquedotto. Ce ne sono invece di valide per preferire la prima alla seconda, e le ho già elencate. Dobbiamo aggiungere, all'impatto ambientale causato dalla plastica, al rischio che si corre bevendo acqua imbottigliata in contenitori di pec. Perché è stato studiato che bastano poche ore di esposizione al sole o a fonti di calore per "contaminare" il contenuto. Pensiamo, quindi, ai viaggi nei camion che la nostra acqua in bottiglia fa per arrivare al nostro tavolo e possiamo immaginare che cavolo ci beviamo.
Quindi, quando andate al ristorante o al bar:
  1. assicuratevi che abbia il vuoto a rendere, quindi l'acqua in bottiglie di vetro. In caso contrario cambiate ristorante;
  2. chiedete e pretendete l'acqua dal rubinetto.
E se si rifiutano?!
Stampatevi questo e piazzateglielo sotto il naso!!



PER SBAGLIO HO SCRITTO QUESTO POST LOGGATA COL NOME DI ANDREA!!
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attac, io non delego





lunedì, 28 aprile 2008, ore 13:29


Allora, gentili lettrici e lettori...
Che dirvi?
Sono ancora un poquito distruttina, per tre giorni ho visto casa giusto per andare a letto, verso l'una di notte, alle 8 eravamo in piedi e stavamo fino alle 14 in università, correvamo a casa, mangiavamo e alle 15 di nuovo in università.
Allora.
Vi dico solo le tre relazioni che più mi sono piaciute:
Daniela Danna
Tommaso Vitale
Marco Bersani

non in ordine di preferenza, bensì in ordine di apparizione.
Sono stati tre giorni molto produttivi, ho parlato con persone molto intelligenti, mi sono sentita a tratti anche abbastanza intelligente, ma solo a tratti...
Forse io non ci azzecco nulla con ATTAC, ma mi è piaciuto stare in mezzo a loro.
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attac, io non delego





martedì, 22 aprile 2008, ore 12:35


L'altra sera stavo guardando una puntata di Very Victoria, di non so quando, perché la guardavo sul satellite, che danno le replice di millemila programmi... insomma...
Victoria stava intervistando Lilli Gruber e le fa:
"Insomma, io vedo in Inghilterra che quando succede qualcosa in medioriente o che so io, chiamano un professore di Oxford, uno studioso del medioriente, un esperto dell'Islam... in Italia invece chiamiamo Maria Teresa Ruta, che magari è andata a Sharm-el-Sheik per le vacanze..."
Lilli ha scosso la testa:"Eh, perché l'Italia è un paese in cui le competenze vengono attribuite un po' a tutti..."
Ho scosso la testa ed ho spento il televisore.
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lunedì, 21 aprile 2008, ore 23:23


Buh.
E' sempre così strano partire.
Perché io sono dannatamente felice... domani finalmente lo rivedo, lo riabbraccio...
Però...
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sabato, 19 aprile 2008, ore 11:22


Comprai il ciddì di Meg.
Poi sono quasi collassata in mezzo alla strada, ma non fu colpa di Meg.
Cosa dire del ciddì di Meg?
Niente.
Non si può dire nulla.
"Distante" piace pure a mio papà.
E lei è semplicemente braverrima.

Il cd è estensibile.
E mi sembra così fragile che lo ho aperto tipo 7 volte, ed ora basta così.
L'ho messo a posto e spero che non si rovini.

Meg - Psychodelice - fronte

Meg - Psychodelice - retro

Meg - Psychodelice - prima apertura

Meg - Psychodelice - massima apertura

Perdonate la scarsa qualità delle foto.
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giovedì, 17 aprile 2008, ore 14:49


Lo so, non è mia abitudine parlare di politica, ma il momento lo impone.
Lo so, non ho gli strumenti adatti per parlar di politica.
Ma sono fortemente delusa, e quindi leggo [anzi, divoro], tutto ciò che può trovar terreno fertile nella mia testa.
Quindi, dopo l'articolo di Liberazione... permettetemi di fregare sul tempo il mio fidanzato e postarvi codesta riflessione, non mia.

ALCUNE RIFLESSIONI SUL VOTO

 Le elezioni appena concluse segnano un punto di svolta importante nella ricomposizione della rappresentanza istituzionale, amplificando il paradosso di un paese sempre più socialmente frammentato con una proiezione istituzionale iper-semplificata.

E’ un tentativo, finora riuscito, di uscita a destra dalla crisi della democrazia rappresentativa, da sempre segnalata dalle centinaia di vertenze e di movimenti territoriali in lotta per i beni comuni e i diritti sociali.

Proviamo a vederne alcuni aspetti.

 

a) Il Paese è più a destra. Non si tratta solo della netta vittoria di Berlusconi, si tratta di un complessivo spostamento culturale e politico a destra dell’intero paese. A fronte di una condizione sociale sempre più povera e precaria, a fronte della progressiva frantumazione di una rete sociale di protezione, e in previsione di una crisi economica alle porte, la gran parte dell’elettorato – nella totale mancanza di alternative politiche e culturali credibili-  decide di affidarsi ancora una volta a chi meglio rappresenta il prodotto della solitudine competitiva. Un misto di “uno su mille ce la fa” e di uno “io speriamo che me la cavo”.

b) L’insediamento sociale leghista. Dentro la vittoria delle destre, è soprattutto lo sfondamento leghista al nord a segnalare una ricomposizione politico-sociale importante. Perché interroga la dimensione territoriale e le dinamiche che la attraversano. Qui la globalizzazione ha prodotto la frammentazione sociale più forte, perché a differenza di altre zone del paese, non erano più da tempo le reti familiari e di vicinato a costituire il primario legame sociale, bensì un sistema di garanzie occupazionali e di stato sociale che per anni ha consentito un tranquillo e moderato benessere. La precarizzazione del lavoro, la drammatica restrizione dello stato sociale, l’aggressione al territorio, il lento scivolamento di molte famiglie verso la fascia di povertà ( e una sinistra lontana anni luce da una qualche percezione di questa realtà) hanno prodotto un fortissimo bisogno identitario e di protezione corporativa, cui la Lega Nord ha saputo dare risposta, proponendone la cultura della piccola impresa come sistema valoriale e l’attacco ai diversi come elemento identificativo (ad Opera, cittadina in provincia di Milano è stato eletto sindaco il capo del presidio contro i Rom, condannato per aver incendiato una tendopoli predisposta dalla Prefettura). La questione di Malpensa da questo punto di vista è stata paradigmatica : il 95% degli elettori non ha mai visto né mai vedrà un aereo, ma ha percepito la vicenda come l’ennesima sottrazione di qualcosa percepito come “proprio”.

c) "I ’m piddì" Il PD ha vinto, il PD ha perso? Ha sicuramente perso nel tentativo di porsi come garante “presentabile” della transizione neo-capitalistica. L’idea di poter fare meglio della destra, senza la sua rozzezza comunicativa, non ha pagato. In un paese dove la tensione individuale e sociale si misura ad ogni angolo, l’idea che serenamente e pacatamente si possa stare tutti sulla stessa barca si è dimostrata semplicemente surreale. Ma il PD ha vinto nell’ aver dato un impulso irresistibile alla semplificazione autoritaria della democrazia rappresentativa, cui manca ora solo il suggello della legge elettorale prossima ventura.

d) Sinistra auto-desaparecida. Il dato decisamente clamoroso di questa tornata elettorale –prevedibile nella direzione, non nella sua portata- è la scomparsa per la prima volta nella storia di questo paese di una rappresentanza parlamentare della sinistra. Se astraiamo per un momento dalle persone concrete e proviamo ad osservare da distanza (da un paese straniero, ad esempio), il fatto che nel nostro Parlamento non ci sia nessun socialista (ripeto, astraiamo per un momento), nessun verde (idem) e nessun comunista (idem) è qualcosa di incomprensibile e di inedito. Pur avendo io personalmente votato la Sinistra Arcobaleno, credo che, se debacle doveva essere, sia solo un bene che sia stata definitiva. Non è un semplicistico tanto peggio, tanto meglio. Non mi sfugge infatti il dato negativo in termini simbolici e psicologici, ovvero il possibile rischio che la sparizione della rappresentanza parlamentare della sinistra acceleri l’idea culturale che il novecento vada superato, ma non nelle forme della politica (su cui sono d’accordo), bensì nella radicalità dei contenuti e delle istanze valoriali. Ma se debacle ha da essere, che sia fino in fondo, in modo che non ci siano più foglie di fico e si apra una discussione ampia, democratica e dal basso su cosa dovrà essere una sinistra nuova in questo Paese. La Sinistra non ha perso. Si è semplicemente suicidata con un processo lento che, a mio avviso, parte dall’interpretazione data dell’esito del referendum sull’estensione dello statuto dei lavoratori per arrivare alla sostanziale liquidazione del significato di sé con la fallimentare esperienza nel Governo Prodi. Nei due anni di governo, non solo la Sinistra non è riuscita ad ottenere nulla per il suo popolo, ma ha costantemente rescisso ogni legame con lo stesso, fino a scoprirsi totalmente incapace di una anche pur elementare lettura della società e dei suoi mutamenti. Ha completato l’opera una campagna elettorale disastrosa, i cui messaggi principali sono stati : l’attenzione costante al rapporto con il PD, proprio mentre questo ne preparava scientemente la sparizione; l’affermazione “saremo all’opposizione” senza mai una qualificazione di contenuto della stessa, quasi fosse una semplice e triste constatazione  geografica; l’idea che la Sinistra andava salvata, senza mai spiegare perché, come se la sinistra fosse un fine astratto e non uno strumento concreto per la trasformazione sociale.

e) La prossima accelerazione . Delle forme novecentesche resta solo il sindacato e sarà su questo terreno che si giocherà il prossimo tentativo di eliminare l’idea di un sindacato come soggetto generale. Il quasi totale posizionamento dell’attuale dirigenza Cgil sul fronte del Pd, insieme alla forte affermazione della Lega Nord, ci dicono quale sarà il terreno principe di questa nuova accelerazione : l’abolizione del contratto nazionale di lavoro, con la conseguente riduzione del principale sindacato non più a soggetto generale, bensì a luogo frammentato di difesa corporativa, totalmente subalterno alla logica dell’impresa.

f) L’altra prossima accelerazione. Sinora, qualsiasi compagine governativa ha trovato un ostacolo insormontabile alla realizzazione di una parte consistente del proprio programma elettorale : le lotte dei movimenti territoriali, di cui la Tav in Val di Susa, la base No Dal Molin a Vicenza e le reticolari vertenze del movimento per l’acqua sono solo le più paradigmatiche. Non è pensabile che un nuovo Governo, sostenuto dall’unanimità dell’arco parlamentare, possa di nuovo permettersi lo stallo su queste vicende, perché vorrebbe dire l’assunzione dell’inefficacia di una democrazia rappresentativa autoritariamente ristretta. E’ quindi prevedibile un attacco frontale in queste direzioni.

g) I movimenti. E’ indubbio il fatto che, aldilà del giudizio sulla concreta esperienza istituzionale, il fatto che non ci sia più alcuna presenza parlamentare in qualche modo attenta alle vertenze e alle lotte sociali complichi notevolmente l’esperienza dei movimenti. Paradossalmente, l’eterna dialettica del rapporto tra movimenti e politica istituzionale è stata risolta, con la sparizione di uno dei due capi del dilemma. Questa situazione inedita richiederà ai movimenti stessi un forte salto di qualità. Perché saranno solo la forza, la reticolarità e la capacità di aggregazione di ciascuna vertenza a poter determinare una capacità d’incisione sulla politica istituzionale, che, se in passato è stata certo sorda alle istanze dal basso, oggi è costitutivamente autistica. Contemporaneamente, dovrà essere chiaro ai movimenti come oggi questi rappresentino l’ultima anomalia che impedisca la messa in opera dello “sviluppo” capitalisticamente inteso : la valorizzazione finanziaria del territorio, dei beni comuni, dei servizi pubblici; la totale precarizzazione del lavoro e della vita; la militarizzazione interna ed esterna delle relazioni sociali. I movimenti dovranno fare di necessità virtù, costruendo forti intrecci fra le diverse vertenze, per determinarne un solido mutuo soccorso, ma dovranno altresì saper dar forza alla capacità di costruzione di alternative, concrete e radicali, che rimettano in discussione tutto il modello di produzione e di relazioni sociali, fuori dalle logiche meramente e astrattamente redistributive, dentro alle realtà territoriali per ricostruirne i legami sociali a partire dai beni comuni, dai diritti sociali, da nuovi modelli di produzione e di consumo. Sapendo nel contempo che una nuova sinistra o nasce dalle forme concrete dell’agire o semplicemente non sarà.


Marco Bersani (ATTAC Italia)

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giovedì, 17 aprile 2008, ore 11:36


Caro Walter hai fatto un disastro
(Piero Sansonetti)

Caro Walter Veltroni,
ti scrivo poche righe. Non so se le prenderai in considerazione. Magari lèggile, in virtù della nostra vecchia amicizia.
La devastante sconfitta subita dalla sinistra non può nascondere la sconfitta molto severa subita dal Pd. Tu avevi impostato la campagna elettorale su due o tre idee (e alcuni atti). Cominciamo dagli atti: la destabilizzazione del governo Prodi, che ha portato alla sua caduta; la rottura a sinistra, con l'accusa - alla sinistra - di essere massimalista e incompatibile con il governo. Le idee che hai proposto erano altrettanto chiare. Prima, l'Italia può essere governata solo con un sistema bipartitico, perché il pluralismo porta ad un eccesso di democrazia e a scarsa efficienza; seconda, l'Italia può essere solo governata dal centro, perché occorre mettere insieme un blocco costruito sulla borghesia-forte, che è garanzia di stabilità, e puntellato da politiche moderate, talvolta repressive, che ristabiliscano il principio di autorità, di selezione, di italianità, che rovescino, cioè, il guazzabiglio culturale e anarchico del sessantotto. Terza idea: per compiere questa operazione di "restaurazione" moderata occorre sconfiggere Berlusconi che è un borghese "anomalo", populista , un po' peronista.
Caro Walter, cosa ti è riuscito di questo tuo progetto? La rottura a sinistra ti è riuscita, ed ha portato alla cacciata della sinistra dal Parlamento. Ti è riuscita l'affermazione dello schema bipartitico. Ti è riuscito lo spostamento a destra dell'asse politico del paese. Punto e basta. La battaglia con Berlusconi, che avevi promesso di vincere - e su questa promessa hai conquistato il consenso di tanti elettori di sinistra.... - l'hai persa clamorosamente. Il risultato elettorale della destra è stato il più forte degli ultimi 15 anni. Il Pd non ha conquistato neppure un voto su quel fronte. Ma il suo comportamento conservatore - persino reazionario talvolta, pensa alle campagne contro i lavavetri, i mendicanti, i rom - ha sdoganato i sentimenti più di destra. Il trionfo della Lega si spiega anche così. La politica è questo: se rompe delle barriere poi succede che tutta l'opinione pubblica subisce uno spostamento a catena.
Caro Walter, questa tua linea ha portato l'Italia al disastro. Non credi di avere una porzione di responsabilità?

Liberazione - 17/04/2008
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mercoledì, 16 aprile 2008, ore 19:05


C'è che alla fine io so' fatta così.
Però mi dà fastidio.
Perché la mia anima lo sa che è giusto.
Gli altri no.
Non lo capiscono.
Sono acida e dura.
Come credo di poter insegnare con questo caratteraccio?!
Grazie.
Grazie mille.
Farò la cassiera in qualche ipermercato del Cavaliere.
O magari troverò lavoro in quella schifezza che stanno costruendo all'EUR.
Ma si, qualche cosa farò.
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martedì, 15 aprile 2008, ore 11:35


Chi scrive i libri per noi universitari dovrebbe ripensare a come la divisione in capitoli influisca sulla psiche di noi studenti.
Un capitolo di OTTANTA PAGINE non è umano.
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lunedì, 14 aprile 2008, ore 18:17


Che poi nessuno se ne è accorto, ma io ci ho investito delle forze. Le mie forze. E vi assicuro che, in questo periodo ne ho ben poche. Eppure io le ho investite. Non è un periodo facile, eppure io ci ho sperato.
E che nessuno se ne sia accorto mi urta un pochetto.
Sì, perché non è vero che a me non mi interessa.
Io ci ho investito un capitale. Un capitale di forze, di speranze e di parole.
Quante parole, e-mail, e ancora parole.
Parole a tutt*.
Perché questo è così, questo è colà... e quindi se non ti piace questo, alla fine capisco, però c'è da notare che...
E niente.
Ora rimane l'amaro in bocca.
Ci ho sperato.
Che amarezza.
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lunedì, 14 aprile 2008, ore 10:15


Sono molto grata a Meg di aver messo il ciddì per intero su Maispeiss...
Perché io già stavo pensando a come avrei fatto venerdì ad avere il ciddì tra le mani senza poterlo sentire...
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